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Cos’è la Commedia dell’arte?

È un modo di far teatro che nasce in Italia nel XVI secolo. Ha due caratteristiche principali: lascia grande spazio all’improvvisazione degli attori – che si basano su canovacci con indicazioni molto generali sulla trama – e mette in scena le cosiddette “maschere”, cioè personaggi con caratteristiche fisse e stereotipate che indossano, appunto, una maschera. Molti di loro sono legati a una determinata regione italiana. Il nome della pratica teatrale si deve al fatto che per la prima volta in Europa gli attori erano veri e propri professionisti nell’arte della recitazione.

 

Le maschere più famose

Pulcinella

Maschera napoletana dal costume bianco e il naso adunco, servo pigro e opportunista. Il nome potrebbe derivare dalla voce chioccia o dal naso a becco (piccolo pulcino), oppure dalla corruzione di un cognome diffuso in Campania: Pulcinello o Polsinelli. Le prime testimonianze colte della maschera si trovano nei Viaggi di Parnaso di Cortese e nei Balli di Sfessania di Callot.

 

Pantalone

Maschera veneziana, Pantalón è nel Cinquecento un anziano mercante avaro e lussurioso, ma nel tempo si evolve nella figura di un buon uomo. Fu Carlo Goldoni a delinearne i tratti in maniera definitiva, dandogli l’impronta del vecchio brontolone, sebbene saggio e generoso.

 

Colombina

Vivace e maliziosa servetta di Pantalone, a differenza degli altri non indossa una maschera (Pantalone svestirà la maschera solo nelle commedie goldoniane). È uno dei primi personaggi femminili definiti del teatro italiano: il ruolo della servetta, infatti, ha importanza sempre crescente nelle commedie, anche grazie all’ammissione delle donne alla recitazione – fatto che avviene proprio attorno al Cinquecento.

 

Arlecchino

Famosissimo servo imbroglione e sempre affamato, di origine bergamasca, dal costume multicolore. Il nome deriva apparentemente da Hellequin, tipo comico diavolesco caratteristico delle messe in scena medievali francesi. Arlecchino, durante il Seicento, è figura di sempre maggior successo e rilevanza, grazie alla sua personalità rude ed espressiva: è ignorante ma astuto, ha sempre fame, usa un linguaggio licenzioso e scurrile.

 

Brighella

Un altro servo furbo, anche lui bergamasco, migliore amico di Arlecchino. Come lo stesso Arlecchino, è un’evoluzione dell’antica maschera del Zanni. Nel tempo si trasforma in un servitore fedele e attento ai bisogni del padrone.

 

Balanzone

Dottore anziano, saccente e pedante, di origine bolognese, che indossa una toga nera. È talvolta chiamato dottor Graziano o semplicemente Dottore, mentre Goldoni lo utilizze col nome di dottor Lombardi nell’Arlecchino servitore di due padroni. Pedante, cavilloso, prodigo di inutili insegnamenti e di indesiderati consigli, trova sempre la scusa buona per rifilare a qualcuno uno dei suoi sproloqui, che han pretesa d’esser dotti ma sono invece un accrocchio di parole storpiate e frasi ampollose ma insensate.

 

Gianduja

Personaggio torinese di origini astigiane, nasce come personificazione del carattere del popolo piemontese: conservatore, fermo sulle sue posizioni ma fedele alla parola data e sempre di ottimo umore. È una maschera tarda – inventata solo verso la fine del Settecento -, ma diventa ben presto famosa e riconosciuta ovunque come maschera-simbolo del Piemonte. Il nome nasce dalla contrazione di “Gian dla doja”, ovvero “Giovanni del boccale”.

 

Stenterello

Personaggio fiorentino chiacchierone, simboleggia il popolano pauroso e un po’ sfortunato, ma in fin dei conti buono. Come Gianduja, nasce alla fine del Settecento, ma è caratterialmente molto diverso: sovente pigro, Stenterello è costantemente perseguitato dalle ingiustizie, che riesce a superare solo facendo affidamento alla sua arguzia.

 

 

Capitan Spaventa

Capitan Spaventa è un soldato di ventura originario della Liguria. È ambizioso e inguaribile sognatore, ma è anche personaggio colto e di buon senso. Fa da contraltare a un altro famoso militare della commedia dell’arte ligure: Capitan Matamoros. La figura di Capitan Spaventa è stata inventata dall’attore Francesco Andreini e – cosa molto rara – ne possiamo leggere i tratti distintivi in una raccolta di scritti del suo stesso creatore: Le bravure di Capitan Spaventa.

 

Pierrot

Sebbene debba il suo nome e il suo successo alla Francia, Pierrot è una maschera italiana. Nasce anch’egli come variante del zanni, e il suo nome originario è Pedrolino. Portato nei teatri d’Oltralpe nella seconda metà del Seicento, Pierrot perde progressivamente le caratteristiche del servo astuto e diventa invece un mimo malinconico e innamorato della luna.

 

 

Per rivivere un po’ di Commedia dell’arte

Se volete sapere cosa provavano gli spettatori della Commedia dell’arte, potete andare al Teatro Goldoni di Venezia, dove dall’8 all’11 febbraio si terrà lo spettacolo Arlecchino Furioso. Tra canti, balli, scenografie originali e battute in varie lingue, il divertimento è garantito!

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