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Uno spettacolo  itinerante e diverso dal solito. Gli spettatori de “La Venexiana”, la prima è andata in scena venerdì 2 febbraio a Palazzo Grimani, entrano nel palazzo e subito, mentre salgono le scale, vengono accolti da un personaggio vestito di nero, che li avverte che quel che stanno per vedere è “non fabula, non comedia, ma vera historia”. Una storia vera, quindi, che parla con malizia e leggerezza di passione e di gelosia. Le protagoniste sono due nobildonne che s’infatuano del giovane Iulio, forestiero a Venezia in cerca di piacere. Per seguire le vicende dei protagonisti, il pubblico deve poi seguirli attraverso le varie stanze del piano nobile, vivendo un’esperienza singolare e coinvolgente. Grazie all’ambientazione suggestiva e ai costumi di Stefano Nicolao, sembra davvero di fare un tuffo nel XVI secolo.

Lo spettacolo è stato realizzato dal Teatro Stabile del Veneto per il Carnevale di Venezia 2018, in collaborazione con Ve.La Spa e il Polo Museale del Veneto.  Lo staff di Ca’ Foscari in maschera ha intervistato Giuseppe Emiliani, responsabile dell’adattamento drammaturgico e della regia.

Intervista a Giuseppe Emiliani

Come è nata l’idea di rappresentare questa commedia?

“La Venexiana” è un capolavoro teatrale del Rinascimento, scritto da un anonimo nel 1536. Ne abbiamo soltanto una copia originale: un manoscritto che è conservato alla Biblioteca nazionale Marciana, dove fu rinvenuto solo nel 1927. Una volta pubblicato il testo, ci si è resi conto di essere di fronte a un materiale scottante, elaborato con grande abilità drammaturgica. Tutto lascia immaginare che questa commedia fosse rappresentata all’interno di un palazzo, davanti a un pubblico ristretto. Probabilmente, gli attori erano tutti uomini e recitavano anche le parti femminili, il tutto di fronte a un pubblico anch’esso interamente maschile. Il contenuto è scottante non solo perché tratta di desiderio erotico, ma anche perché le protagoniste erano due nobildonne altolocate: una era la vedova del rappresentante del Consiglio dei Dieci Marco Barbarigo, l’altra era moglie di Giacomo Semitecolo, allora Avogador di Comun.

Come avete scelto l’ambientazione?

Quando, un giorno, ho visitato Palazzo Grimani, ho subito pensato di ambientare qui lo spettacolo: una storia cinquecentesca dentro a un palazzo cinquecentesco. Diventava quasi necessario renderlo uno spettacolo itinerante, il testo si prestava benissimo a guidarci all’interno delle varie stanze. L’occasione è stata ghiotta.

È stato soddisfatto di questa serata?

Molto. Abbiamo provato per venti giorni, e oggi è stata la prima volta che abbiamo avuto delle persone in sala. Per gli attori non è così semplice avere un rapporto di tale vicinanza con il pubblico. Io avevo già organizzato degli spettacoli itineranti, e anche le due attrici protagoniste avevano già fatto questa esperienza, ma per gli altri era la prima volta che si trovavano in una situazione simile. Sono contento di come è andata, ho visto che il pubblico ha seguito con molta attenzione.

 

Informazioni sullo spettacolo

“La Venexiana” andrà in scena a Palazzo Grimani ogni giorno fino al 18 febbraio, alle ore 19.30. Solo sabato 17 andrà in scena alle 20.30.

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