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Il Carnevale è un periodo che, al contrario di tante altre festività, non ha una data stabilita. In linea di massima si colloca nel mese di febbraio e raggiunge il suo apice nei giorni compresi tra il giovedì grasso e il martedì grasso, che prendono questo nome dal tipo di ricette (soprattutto dolciarie) che ne sono protagoniste. Subito dopo questo periodo, comincia tradizionalmente il periodo di Quaresima, con il mercoledì delle Ceneri.

Le ricette tipiche di queste giornate prevedono come metodo di cottura principale la frittura, perché permette una preparazione rapida e di grande quantità.

Frittelle

Le frittelle veneziane (in dialetto “fritoe venexiane”) sono le regine indiscusse del periodo carnevalesco. Per risalire alla loro origine bisogna andare indietro nel tempo di qualche secolo: già nel ‘600, infatti, a Venezia esisteva un’associazione di 70 fritoleri, ognuno con una propria area della città per esercitare in esclusiva l’attività da tramandare ai figli, e nel ‘700 furono proclamate “Dolce Nazionale dello Stato Veneto”. Spesso venivano infilate in uno spiedo, per mangiarle ancora calde senza ungersi le mani. La ricetta originale prevede l’uva sultanina e i pinoli, ma da questa si sono sviluppate numerose varianti.

 

Chiacchiere

Preparate per la prima volta in epoca romana, si chiamavano “frictilia”, e venivano prodotte abbondantemente in occasione dei saturnali (festività dedicata a Saturno, corrispondente all’odierno periodo del carnevale), da distribuire alla folla che occupava le strade. La ricetta si tramanda da secoli per la semplicità e la facile reperibilità degli ingredienti, anche se le tradizioni regionali talvolta apportano leggere modifiche. Chiacchiere, crostoli, galani, bugie, frappe… il loro nome può cambiare , ma la bontà
rimane sempre la stessa.

 

Castagnole

Ancora una volta ci troviamo di fronte a una ricetta molto antica. Anche se si crede che la loro origine sia ancora più antica, esiste un manoscritto del ‘700 che conserva le istruzioni per preparare quattro tipi di castagnole, di cui tre fritti e uno cotto al forno. Possono essere ripiene di crema pasticcera o di panna, ma anche di rum e di cioccolato. Il loro nome deriva dalla somiglianza alle castagne di piccole dimensioni.

 

Crema fritta

Nota già in età romana, è tipica di alcune regioni italiane, tra cui il Veneto. In particolare a Venezia, la crema fritta è un dolce tipico consumato nel periodo che va dal Natale al Carnevale, spesso servito in accompagnamento a un bicchiere di vino passito. Si tratta di una frittura della tradizionale crema pasticcera, che assume una forma cubica o a losanga. Attualmente considerato finger food e cibo di strada, dal fascino retrò.

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